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Terme di Cervia

Le acque non sono tutte uguali, parola del dottor Alessandro Zanasi, direttore sanitario delle Terme di Cervia e direttore del Centro per la cura della tosse del Sismer di Bologna. Lo specialista smentisce alcune bufale legate all’idratazione e spiega a chiare lettere come, con qualche accorgimento in più, l’acqua possa diventare davvero nostra alleata.

“Bere almeno un litro e mezzo – due al giorno è da considerarsi il minimo sindacale. Ma quale acqua? Sgomberiamo intanto il campo da alcuni equivoci” spiega il dottor Zanasi. Punto primo: non è vero che le acque ricche di calcio farebbero venire i calcoli ai reni. “Questo tipo di acqua è stato inutilmente demonizzato.

Punto secondo: le acque povere di sodio. È vero, la nostra dieta è in genere troppo salina, ma non è così che miglioriamo la situazione. Se necessario eliminiamo il panino al salame con i suoi 4 grammi di sale, ad esempio, e smettiamo di credere che pochi milligrammi di sodio disciolti in acqua possano fare la differenza”.

Allora cosa bere? Il direttore sanitario delle Terme ricorda come l’acqua dei nostri rubinetti sia garantita e generalmente di buona qualità, anche se – rimarca – “in Italia per legge deve essere trattata con cloro per mantenere le sue caratteristiche igieniche, dal momento che scorre nelle tubature: questo fatto può alterarne il sapore”.

E le acque termali? Con le acque termali facciamo un salto di qualità, dal momento che vengono definite senza mezzi termini terapeutiche. Per lungo tempo questa loro caratteristica non è stata sufficientemente ribadita, ma oggi la ricerca scientifica ha prodotto una mole di pubblicazioni tale che non ci sono più dubbi”. Non è un caso se il Ministero della Salute ha ufficialmente inserito i trattamenti con acque termali tra le prestazioni riconosciute dal SSN, con tanto di convenzione.

Esistono, in Italia, due tipi di acque, le sulfuree e le salsobromoiodiche. “Queste ultime, presenti nello stabilimento di Cervia, hanno molteplici usi” spiega il dottor Zanasi. “Dalle cure inalatorie per le faringiti, tonsilliti, laringiti, otiti e bronchiti, alla vasca termale o ai fanghi per l’artrosi, la riabilitazione motoria, il benessere dell’apparato genitale femminile, o i percorsi vascolari per le insufficienze venose o arteriose. Un altro capitolo importante riguarda la psoriasi: diminuiscono le ricadute e le riacutizzazioni, migliora lo stato generale e i pazienti possono permettersi di assumere meno farmaci, riducendo così gli effetti collaterali”.

Non solo, conclude il dottore: a trarne giovamento è anche il portafogli. “I pazienti risparmiano i costi di una terapia farmacologica, sicuramente più costosa, e d’altra parte ne beneficiano anche le casse dello Stato”.

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